Responsabilità Sociale d’Impresa

«Se mi chiedono di cosa mi occupo, io non rispondo mai utilizzando la parola ‘morte’. Sono convinto di lavorare con ciò che più rappresenta la vita: la sensibilità delle persone. E, forse, è proprio per questo che non riesco a restare indifferente di fronte alla fragilità. Ogni giorno mi chiedo: cosa posso fare io?».
Ivano Querin, titolare e amministratore di Eredi Querin

Dal 2000 Eredi Querin ha scelto di non limitare il proprio impegno all’attività lavorativa, ma di allargare la visione. L’abitudine a lavorare con la sensibilità delle persone e la convinzione di non stare facendo un lavoro qualsiasi ha permesso di intraprendere negli anni un percorso di Responsabilità Sociale di Impresa iniziato con diversi progetti di comunicazione sociale e maturato negli ultimi anni con progetti strutturati e di più ampio respiro.

Ne sono un esempio il Progetto pluriennale avviato con Consorzio Leonardo, che ha coinvolto le cooperative sociali del territorio, Futura, Il Granello e Il Piccolo Principe, ma anche i primi calendari contro il fumo e l’alcol. Con ironia e delicatezza, avevano voluto dare il proprio contributo di comunità uscendo dagli schemi tradizionali del settore delle onoranze funebri – fra l’altro molti anni prima delle pubblicità dissacranti di Taffo sui social network.

Negli anni Eredi Querin ha proseguito sostenendo concretamente le attività del Grest dell’Oratorio di San Vito al Tagliamento, alcune società sportive, il calendario dell’associazione Il Noce di Casarsa della Delizia e di Avis e altre realtà sul territorio dando così continuità a eventi e iniziative.

Eredi Querin ha illustrato la sua idea di Responsabilità Sociale d’Impresa all’interno del documento PROGETTO DI RESPONSABILITÀ SOCIALE DI IMPRESA 2021/23 – Che il nostro impegno nel lavoro sia risorsa per la comunità in cui viviamo in cui è pubblicata anche un’intervista a Ivano Querin sul perché occuparsi di tematiche sociali da parte di un’azienda. Di seguito l’estratto con l’intervista dal titolo: «Più doniamo, più senso diamo al nostro lavoro».

 

Da dove le viene questa attenzione verso il sociale?

È un modo di pensare che fa parte di noi da sempre e che si è sviluppato in modo più consapevole nel tempo proprio grazie al nostro lavoro quotidiano. Ogni giorno veniamo a contatto con la sensibilità delle persone, viviamo in prima persona situazioni spesso difficili. È inevitabile ritrovarsi a riflettere e rendersi conto di quanto ognuno di noi possa fare realmente la differenza di fronte a una persona che soffre, a volte anche con un semplice gesto. Alcune esperienze personali, inoltre, ci hanno dato la possibilità di venire a contatto con persone con disabilità: vedere da vicino la loro vita ti fa aprire gli occhi e vedere il mondo da prospettive diverse, più umili. Con mia moglie ci siamo detti: noi siamo persone fortunate, siamo sani e possiamo lavorare, perché non aiutare gli altri?

 

In passato avevate finanziato delle attività del territorio, cosa cambia con questo progetto?

Abbiamo iniziato nel 2000 con la comunicazione sociale, le nostre pubblicità ed il nostro calendario contro il fumo e l’alcol ha fatto scuola!

Poi in varie occasioni abbiamo finanziato iniziative e attività sociali e sportive. Durante la costruzione della casa funeraria di via Savorgnano avevamo rallentato queste iniziative perché l’impegno in quel momento era veramente importante. Questo, però, ci ha permesso di arrivare oggi con una visione più matura: anche nelle attività sociali si può costruire qualcosa che resta e che a sua volta può generare altri frutti. Con questa idea ci siamo rivolti al mondo della cooperazione e della disabilità: volevamo fare qualcosa di strutturato e continuativo nel tempo.

Vedere queste persone che possono reinserirsi, lavorare, partecipare alla vita collettiva, utilizzare le nuove tecnologie, e sapere di aver contribuito ci rende ancora più orgogliosi del nostro lavoro e ci dà lo stimolo per fare ancora di meglio.

 

Qual è il ritorno di queste attività per un’azienda come la vostra?

Il ritorno è enorme, perché ci permette di uscire dalla sola dimensione economica tradizionalmente riservata alle imprese. Con progetti di questo tipo, abbiamo la possibilità di dare ancora più senso al nostro lavoro quotidiano. Noi oggi lavoriamo meglio, perché sappiamo di essere protagonisti di una comunità, e non solo di un settore di mercato. E poi, non dimentichiamoci che anche da imprenditori siamo persone: resto ancora stupito e commosso nel vedere quanto basti poco per donare un po’ di felicità. Quando ti accorgi che potresti essere proprio tu a dare questa felicità, non riesci a restare indifferente.

 

Avete già un’idea per i prossimi anni?

Stiamo ragionando su come dare una forma ancora più strutturata alla nostra partecipazione e su quali assi di intervento portare il nostro contributo. Quello che è già sicuro, invece, è che non vogliamo smettere di farlo.

Siamo a vostra disposizione

Per qualsiasi domanda inerente ai nostri servizi, scriveteci completando il form qui sotto. Vi risponderemo entro breve tempo.